Età media 51 anni: la PA più vecchia d'Europa
Età media 51 anni — 4,2 % under 30
L'età media dei dipendenti pubblici italiani è di 51 anni — la più alta dell'UE. Solo il 4,2 % ha meno di 30 anni, contro il 18 % della Francia e il 25 % del Regno Unito. Il blocco del turnover durato dal 2010 al 2019 ha creato un gap generazionale enorme. Nei prossimi 5 anni andranno in pensione circa 500.000 dipendenti, con il rischio di perdere competenze senza averle trasferite.
Digital divide PA: solo il 40 % dei servizi online
40 % servizi online — 18° posto UE (DESI)
Secondo l'indice DESI della Commissione Europea, l'Italia è al 18° posto nell'UE per digitalizzazione dei servizi pubblici. Solo il 40 % dei servizi è accessibile interamente online. Il 36 % dei Comuni non ha ancora completato la migrazione a PagoPA quindici anni dopo il suo lancio. SPID ha 38 milioni di identità attive ma molti servizi richiedono ancora la presenza fisica o la carta.
Tempi di autorizzazione: 240+ giorni
240 giorni medi (Danimarca 60, Germania 90)
Per ottenere un'autorizzazione edilizia o ambientale in Italia servono in media 240 giorni — contro i 60 della Danimarca e i 90 della Germania. La conferenza dei servizi, pensata per semplificare, si traduce spesso in mesi di rimbalzi tra enti. Il silenzio-assenso è previsto dalla legge ma disapplicato nella pratica: nel 70 % dei casi la PA chiede integrazioni documentali per ricominciare il conteggio dei tempi.
160.000 norme vigenti: la giungla normativa
~160.000 norme (Germania 46.000, UK 30.000)
In Italia sono in vigore circa 160.000 norme tra leggi nazionali, regionali, regolamenti, decreti e circolari — un volume che nessun cittadino e nessuna impresa può ragionevolmente conoscere. In Germania le norme vigenti sono circa 46.000, nel Regno Unito 30.000. Il costo della complessità normativa per le imprese italiane è stimato in 57 miliardi l'anno secondo l'OCSE.
Conferenze di servizi inefficaci
45 % oltre 180 giorni — 20 % oltre 1 anno
La conferenza di servizi è lo strumento per coordinare le autorizzazioni tra più enti. In teoria dovrebbe chiudersi in 90 giorni. In pratica il 45 % delle conferenze supera i 180 giorni e il 20 % supera l'anno. Il problema: ogni ente ha diritto di veto, le assenze bloccano i lavori, le integrazioni richieste non hanno limiti. Il risultato è la paralisi decisionale.
PNRR a rischio: burocrazia come collo di bottiglia
Solo 38 % delle risorse PNRR effettivamente spese
Il PNRR prevede 191,5 miliardi di euro in 6 anni, ma la capacità di spesa della PA italiana è strutturalmente sotto-dimensionata. A fine 2024, l'Italia aveva speso effettivamente solo il 38 % delle risorse disponibili. I Comuni sotto 5.000 abitanti — che dovrebbero gestire il 40 % dei progetti — non hanno personale tecnico per redigere bandi e gestire cantieri.
Formazione PA: 1 giorno/anno contro i 10 del privato
1,2 giorni/anno (privato 10, media PA UE 8)
Il dipendente pubblico italiano riceve in media 1,2 giorni di formazione l'anno — contro i 10 del settore privato e gli 8 delle PA europee più efficienti (Paesi Bassi, Svezia, Estonia). Il budget per la formazione nella PA è di circa 48 € pro capite l'anno — insufficiente per un corso base di informatica. Il risultato: competenze digitali inadeguate, resistenza al cambiamento, impossibilità di attuare le riforme.
Retribuzioni basse: fuga dei talenti dal pubblico
−20/25 % vs privato Italia, −30/40 % vs PA Europa
Le retribuzioni medie nella PA italiana sono inferiori del 20-25 % rispetto al settore privato per profili tecnici e del 30-40 % rispetto alle PA di Germania, Francia e Paesi Bassi per i dirigenti. Un informatico nella PA guadagna 28.000 €/anno; nel privato 42.000 €; a Berlino 55.000 €. Il risultato: la PA non riesce ad attrarre competenze digitali, ingegneristiche e manageriali.