Tema 04
01

PA digital-first: identità digitale unica e zero carta

Obbligo per tutte le PA di erogare il 100 % dei servizi online entro 3 anni. Identità digitale unica CIE/SPID come unico sistema di accesso. Eliminazione totale della carta nelle comunicazioni tra PA e tra PA e cittadini. Sanzione per le amministrazioni inadempienti: blocco delle assunzioni.

Impatto: Risparmio 2,5-3 mld €/anno, +15 punti DESI3 anni

Il problema

Solo il 40 % dei servizi pubblici è accessibile online. Il 60 % richiede ancora presenza fisica, moduli cartacei o PEC. Le PA comunicano tra loro con protocolli cartacei: ogni anno si scambiano 200 milioni di documenti cartacei interni. Il cittadino deve ancora portare certificati da un ufficio all'altro perché le banche dati non si parlano. SPID, CIE e CNS coesistono senza un sistema unificato.

La soluzione nel dettaglio

Obbligo legale per tutte le PA (centrali, regionali, comunali) di erogare il 100 % dei servizi al cittadino in modalità digitale entro 36 mesi. Identità digitale unica basata su CIE con SPID come sistema di transizione. Piattaforma nazionale di interoperabilità: ogni PA accede ai dati delle altre senza chiedere certificati al cittadino (principio once-only). Eliminazione della carta nelle comunicazioni intra-PA: protocollo informatico unico, firma digitale obbligatoria, PEC come unico canale. Sanzione: le PA che non raggiungono il target del 100 % vedono bloccate le assunzioni fino all'adeguamento.

Come lo fanno gli altri

L'Estonia con X-Road collega il 100 % delle banche dati pubbliche dal 2002. Ogni estone interagisce con la PA senza mai presentare un documento cartaceo. Il risparmio è stimato nel 2 % del PIL. La Danimarca con NemID/MitID ha il 92 % dei servizi pubblici interamente online. La Corea del Sud con Gov.kr gestisce 40.000 servizi pubblici in un'unica piattaforma con identità digitale biometrica.

Impatto atteso

Risparmio diretto: 2,5-3 miliardi l'anno (carta, poste, archivi fisici, personale di sportello riallocabile). Risparmio indiretto per cittadini e imprese: 5-7 miliardi l'anno in tempo risparmiato e costi di compliance. Guadagno di 15 punti nell'indice DESI, portando l'Italia nella top 10 UE. Investimento iniziale: 1,5 miliardi in 3 anni (già parzialmente finanziati dal PNRR).