Definanziamento cronico: −37 miliardi in 10 anni
6,8 % PIL (media UE 8 %) — −37 mld cumulativi
Dal 2010 al 2024 il Servizio Sanitario Nazionale ha subito tagli cumulativi per circa 37 miliardi di euro rispetto al trend di crescita necessario a mantenere i livelli di servizio. La spesa sanitaria pubblica è al 6,8 % del PIL — contro l'8 % della media UE, il 9,6 % della Germania e il 9,3 % della Francia. In termini pro capite: 2.600 € in Italia contro 4.800 in Germania e 3.800 in Francia. Il Fondo Sanitario Nazionale è stato incrementato nominalmente ma in termini reali, al netto dell'inflazione sanitaria (3-4 % annuo), il potere d'acquisto è diminuito.
Carenza medici: 15.000 posti vacanti, 120.000 pensionamenti entro 2032
15.000 posti vacanti — 120.000 pensionamenti entro 2032
Il SSN ha circa 15.000 posizioni mediche vacanti — soprattutto nei pronto soccorso, anestesiologia, pediatria e medicina interna. Entro il 2032, 120.000 medici andranno in pensione. Il numero chiuso a medicina limita a 17.000 i nuovi ingressi l'anno, ma le borse di specializzazione sono state solo 16.000 nel 2024 — creando un imbuto formativo che lascia migliaia di laureati in attesa. Intanto, 12.000 medici italiani lavorano all'estero (UK, Svizzera, Germania) dove gli stipendi sono 2-3 volte superiori.
Pronto soccorso al collasso: 4-8 ore di attesa media
4-8 ore di attesa — 18 mln accessi/anno, 70 % impropri
I pronto soccorso italiani registrano una media di 4-8 ore di attesa per i codici a bassa priorità, con punte di 12-24 ore nei grandi ospedali urbani. Nel 2023 si sono registrati 18 milioni di accessi ai PS — ma il 65-70 % era costituito da codici bianchi e verdi che potevano essere gestiti sul territorio. Il personale è allo stremo: il 40 % dei medici di PS ha più di 55 anni, il burn-out colpisce il 70 % del personale, e 4.000 medici d'emergenza hanno lasciato il SSN negli ultimi 3 anni per il settore privato o l'estero.
Liste d'attesa: 60+ giorni anche per prestazioni urgenti
80-120 giorni per risonanza — 42 % rinuncia alle cure
Le liste d'attesa del SSN hanno raggiunto livelli incompatibili con il diritto alla salute. Per una risonanza magnetica i tempi medi sono di 80-120 giorni, per una visita cardiologica 60-90 giorni, per un intervento di protesi d'anca 12-18 mesi. Il 42 % dei cittadini rinuncia a visite o esami per i tempi troppo lunghi o i costi. Chi può permetterselo va nel privato: la spesa sanitaria out-of-pocket è di 37 miliardi l'anno — il 23 % della spesa sanitaria totale, una delle più alte d'Europa.
Case della Comunità PNRR: obiettivo lontano
1.350 previste, ~400 operative a fine 2025
Il PNRR prevedeva la realizzazione di 1.350 Case della Comunità entro giugno 2026 — strutture di prossimità con medici di base, specialisti, infermieri e assistenti sociali. A fine 2025, solo 400 risultavano operative, 500 in cantiere e 450 ancora in fase progettuale. Il problema: i Comuni non hanno personale per gestire i cantieri, il personale sanitario da allocare nelle Case non è stato assunto, e il modello organizzativo non è stato definito in modo uniforme. Senza le Case della Comunità, i pronto soccorso restano l'unica porta d'accesso al SSN.
Salute mentale: solo il 3,5 % del fondo sanitario
3,5 % fondo sanitario (media UE >10 %) — 6+ mesi attesa psicologo SSN
L'Italia destina alla salute mentale il 3,5 % del Fondo Sanitario Nazionale — circa 4 miliardi l'anno. La media UE è oltre il 10 %, il Regno Unito investe il 13 %. I Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) sono cronicamente sottodimensionati: 30 psichiatri per 100.000 abitanti contro i 50 raccomandati dall'OMS. I tempi d'attesa per una prima visita psicologica nel SSN superano i 6 mesi. Il suicidio è la seconda causa di morte tra i 15-29 anni. Il disagio psicologico è esploso post-Covid: +30 % di richieste di aiuto tra gli adolescenti, con zero infrastrutture aggiuntive.
Mobilità sanitaria: 4,25 miliardi dal Sud al Nord
4,25 mld €/anno dal Sud al Nord
Ogni anno 4,25 miliardi di euro 'migrano' dalle Regioni del Sud a quelle del Nord per mobilità sanitaria passiva: cittadini che si curano fuori dalla propria Regione perché i servizi locali sono inadeguati. La Calabria perde 280 milioni, la Campania 220, la Sicilia 180. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto sono le principali 'ricettrici'. Il fenomeno drenisce risorse dalle Regioni già più deboli, aggravando il circolo vizioso: meno risorse → servizi peggiori → più emigrazione sanitaria → ulteriore perdita di risorse.
Telemedicina: adozione sotto il 5 %
<5 % pazienti, <10 % medici usano telemedicina
Nonostante l'accelerazione imposta dal Covid-19, la telemedicina in Italia è utilizzata da meno del 5 % dei pazienti e del 10 % dei medici. L'Italia è tra gli ultimi Paesi UE per adozione della sanità digitale. Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è attivo in tutte le Regioni ma con contenuti, formati e livelli di completezza radicalmente diversi. La ricetta elettronica funziona, ma il teleconsulto, il telemonitoraggio e la telesalute sono servizi pilota limitati a pochi territori. Le piattaforme regionali non sono interoperabili.