Tema 09
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Case della Salute 2.0 con telemedicina integrata

Completamento e potenziamento delle 1.350 Case della Comunità PNRR, trasformandole in Case della Salute 2.0: presidi h12 con medici di base, specialisti, infermieri di comunità, psicologi, assistenti sociali, telemedicina per telemonitoraggio e teleconsulto. Un punto di accesso unico per la sanità territoriale.

Impatto: 1.350 Case operative entro 2028, −40 % accessi impropri PS3-5 anni

Il problema

I pronto soccorso sono sommersi perché la medicina territoriale non esiste. Il medico di base è solo, lavora in uno studio con una segretaria, non ha strumenti diagnostici, chiude alle 19 e non è disponibile nel weekend. Il paziente cronico (diabete, ipertensione, BPCO — 40 % della popolazione over 65) non ha un team che lo segua: va dal medico di base, poi dallo specialista in ospedale, poi in farmacia, poi di nuovo dal medico — un percorso frammentato che genera sprechi, complicazioni e accessi al PS. Le Case della Comunità PNRR dovevano risolvere il problema, ma sono in grave ritardo e prive di personale.

La soluzione nel dettaglio

Casa della Salute 2.0: struttura con almeno 10 medici di base associati, 3-5 specialisti (cardiologo, diabetologo, pneumologo, ginecologo, pediatra), 6 infermieri di comunità, 2 psicologi, 1 assistente sociale, 1 ostetrica. Orario: h12 (8-20) feriali, h8 sabato e domenica. Dotazione tecnologica: ecografo, ECG, spirometro, punto prelievi, diagnostica AI per triage. Telemedicina integrata: ogni paziente cronico riceve un kit di telemonitoraggio (pressurimetro, glucometro, saturimetro connessi) con centrale di monitoraggio infermieristica 24/7. Teleconsulto specialistico: il medico di base può richiedere un consulto specialistico in videoconferenza in giornata. Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0: ogni accesso, esame, prescrizione confluisce automaticamente nel FSE del paziente.

Come lo fanno gli altri

La Spagna con i Centros de Salud copre il 95 % della popolazione con presidi territoriali aperti h12 con team multiprofessionali: il risultato è il tasso più basso d'Europa di accessi impropri al PS. Il Portogallo con le USF (Unidades de Saúde Familiar) ha ridotto del 35 % le ospedalizzazioni evitabili. Il Regno Unito con i GP Practices e i Primary Care Networks garantisce accesso entro 48 ore per problemi non urgenti. La Danimarca ha integrato la telemedicina nel 90 % dei percorsi per pazienti cronici, riducendo le riospedalizzazioni del 25 %.

Impatto atteso

1.350 Case della Salute 2.0 operative entro il 2028. Riduzione del 40 % degli accessi impropri al PS (da 12 milioni a 7 milioni/anno). Riduzione della mobilità sanitaria Sud-Nord del 30 % (−1,3 mld/anno). Presa in carico dei 14 milioni di pazienti cronici con team multiprofessionale. Telemonitoraggio per 3 milioni di pazienti ad alto rischio. Riduzione delle ospedalizzazioni evitabili del 20 %, con risparmio di 2-3 miliardi/anno. Creazione di 40.000 nuovi posti di lavoro sanitari sul territorio.