Tema 11

Infrastrutture, logistica e trasporti

Un Paese moderno ha bisogno di arterie che funzionano

L'Italia sconta un gap infrastrutturale drammatico: l'86 % delle merci viaggia su gomma (media UE 76 %), l'alta velocità ferroviaria copre solo la dorsale Milano-Roma-Napoli, 1.000 comuni sono senza trasporto pubblico, il 60 % dei ponti ha più di 50 anni e i costi logistici sono il 20 % sopra la media europea. Con oltre 40 aeroporti frammentati e un'intermodalità quasi assente, il Paese paga ogni anno miliardi in inefficienza, inquinamento e competitività perduta.

Un Paese che muove l'86 % delle merci su gomma e lascia 1.000 comuni senza un autobus non ha un problema di infrastrutture — ha un problema di visione. Ogni ponte che crolla, ogni cantiere infinito, ogni treno che non arriva al Sud è una promessa tradita.

Analisi

Le criticità

Gap infrastrutturale Nord-Sud: due Italie nei trasporti

AV solo Milano-Roma-Napoli — Roma-Reggio Calabria: 5h30 in treno

L'Italia presenta un divario infrastrutturale profondo tra Nord e Sud. La rete autostradale del Mezzogiorno ha una densità del 40 % inferiore rispetto al Nord. L'alta velocità ferroviaria si ferma a Salerno: da lì in giù si viaggia a 100-120 km/h. Il tempo di percorrenza Roma-Reggio Calabria in treno è di 5 ore e 30 minuti, quasi il doppio di Roma-Milano (2 ore e 59 minuti) su una distanza comparabile. Il PNRR destina il 40 % delle risorse infrastrutturali al Sud, ma i ritardi attuativi sono già evidenti.

Trasporto merci: 86 % su gomma, congestione e inquinamento

86 % merci su gomma (media UE 76 %) — solo 12 % su ferro

In Italia l'86 % delle merci viaggia su strada, contro una media UE del 76 % e il 64 % della Germania. Il trasporto su ferro copre appena il 12 % (media UE 18 %, Austria 32 %). Questo squilibrio costa 12 miliardi l'anno in esternalità (incidenti, inquinamento, congestione), rende la logistica italiana la più costosa d'Europa occidentale e produce 70 milioni di tonnellate di CO₂ l'anno dal solo autotrasporto. La rete ferroviaria merci ha nodi critici nei valichi alpini e nei collegamenti ai porti.

1.000 comuni senza trasporto pubblico locale

~1.000 comuni senza bus/treno — TPL 28 % spostamenti (vs 42 % Germania)

Circa 1.000 comuni italiani non hanno alcun servizio di trasporto pubblico — né autobus, né treno. Sono in gran parte nell'entroterra del Mezzogiorno e nelle aree interne appenniniche. In queste aree vivono circa 4 milioni di persone, spesso anziane, per le quali l'assenza di mobilità pubblica significa isolamento, impossibilità di accedere a servizi sanitari e marginalizzazione. Il TPL italiano copre il 28 % degli spostamenti urbani, contro il 38 % della Francia e il 42 % della Germania.

Ponti e viadotti: il 60 % ha più di 50 anni

60 % ponti over 50 anni — 1.425 a rischio elevato — fabbisogno 3 mld €/anno

L'Italia ha circa 60.000 tra ponti e viadotti su rete stradale e autostradale. Il 60 % è stato costruito prima del 1975 e non è mai stato sottoposto a verifica sismica. Dopo il crollo del Ponte Morandi (2018, 43 vittime), il MIT ha avviato un piano di censimento che ha identificato 1.425 strutture a rischio elevato. Ma i fondi per la manutenzione straordinaria coprono solo il 20 % del fabbisogno: servirebbero 3 miliardi l'anno, ne vengono stanziati 600 milioni. Le strade provinciali, con 130.000 km di rete, sono in stato critico dopo il depotenziamento delle Province.

Aeroporti frammentati: 40+ scali, nessun vero hub

40+ aeroporti commerciali — scali minori in perdita cronica

L'Italia ha più di 40 aeroporti commerciali — più di qualsiasi Paese europeo di dimensioni comparabili. La Spagna ne ha 20, la Francia 25. Molti scali minori sono in perdita cronica e sopravvivono solo grazie a contributi pubblici e accordi di co-marketing con compagnie low-cost. Fiumicino e Malpensa movimentano il 55 % del traffico ma non raggiungono le dimensioni degli hub europei (Schiphol, Francoforte, CDG). Il traffico intercontinentale resta marginale: l'Italia perde 3-4 miliardi l'anno di valore economico in connettività rispetto a Francia e Germania.

Porti sotto potenziale: solo Genova e Gioia Tauro competitivi

24 Autorità portuali — tempi sdoganamento doppi vs Olanda

L'Italia ha 8.000 km di coste e 24 Autorità di Sistema Portuale, ma solo Genova e Gioia Tauro sono competitivi a livello europeo. Rotterdam movimenta 440 milioni di tonnellate l'anno, i porti italiani insieme arrivano a 480 ma frammentati su decine di scali. Il porto di Trieste cresce grazie alla ferrovia ma manca un collegamento strategico con l'Europa centrale. Il transhipment a Gioia Tauro è ancora sotto il potenziale (3 milioni di TEU vs capacità di 4,5). I tempi di sdoganamento in Italia sono il doppio di quelli olandesi.

Costi logistica: 20 % sopra la media europea

+20 % media UE — logistica 12-14 % dei costi industriali

Il costo della logistica in Italia è strutturalmente più alto del 20 % rispetto alla media UE. Per le imprese manifatturiere, l'incidenza della logistica sui costi totali raggiunge il 12-14 %, contro l'8-10 % di Germania e Francia. Le cause: eccesso di trasporto su gomma, infrastrutture inadeguate, burocrazia doganale, assenza di intermodalità, frammentazione degli operatori (90 % delle imprese di autotrasporto ha meno di 5 veicoli). Il risultato è una perdita di competitività che vale 15-20 miliardi l'anno.

Cantieri infiniti: sprechi, ritardi e opere incompiute

750+ opere incompiute — tempi medi 15 anni (5 anni media UE)

L'Italia ha oltre 750 opere pubbliche incompiute censite dal MIT, per un valore di 4 miliardi investiti e persi. La Salerno-Reggio Calabria ha richiesto 55 anni (1962-2017) per essere completata. Il Ponte sullo Stretto di Messina, finanziato con 12 miliardi, non ha ancora un progetto esecutivo definitivo. I tempi medi di realizzazione delle opere sopra i 100 milioni sono di 15 anni, il triplo della media europea. Ogni anno di ritardo costa il 5-10 % in più dell'opera.

Quantificazione

La mappa degli sprechi

VoceStima risparmio
Opere pubbliche incompiute (investimenti persi)4 mld € (stock)
Eccesso trasporto merci su gomma (esternalità)12 mld €/anno
Mancata manutenzione ponti (emergenze e chiusure)2-3 mld €/anno
Costi logistici eccedenti media UE15-20 mld €/anno
Aeroporti minori in perdita (sussidi pubblici)300-500 mln €/anno
Ritardi cantieri (sovracosti 5-10 % per anno)2-4 mld €/anno
Concessioni autostradali opache (sovraprofitti)2-3 mld €/anno
Viaggi a vuoto TIR (25 % delle tratte)1,5 mld €/anno
Frammentazione sistemi TPL (duplicazioni)400-600 mln €/anno
Totale a regime20-25 miliardi/anno riallocabili a regime

Soluzioni

Le proposte

01

Completamento Alta Velocità Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina

Completamento delle tratte AV/AC Napoli-Bari (entro 2028) e Palermo-Catania-Messina (entro 2030) come priorità strategica nazionale. Corridoio TEN-T Scandinavia-Mediterraneo fino alla Sicilia. Dimezzamento dei tempi di percorrenza e connessione del Mezzogiorno alla rete europea ad alta velocità.

Impatto: 28 mld € di investimento — +1,2 % PIL Mezzogiorno stimato3-5 anni per completamentoApprofondisci →
02

Piano nazionale trasporto locale elettrico

Rinnovo integrale delle flotte TPL con autobus elettrici e a idrogeno entro il 2035. Età media attuale 12 anni (worst UE). Fondo nazionale da 8 miliardi in 10 anni, priorità ai 1.000 comuni senza servizio, linee notturne e connessione aree interne.

Impatto: 8 mld € investimento — -3 Mt CO₂/anno5-10 anniApprofondisci →
03

Shift modale merci: dal 12 % al 30 % su ferro entro il 2035

Piano decennale per triplicare la quota di trasporto merci su ferrovia dal 12 % al 30 %, allineandosi alla media dei Paesi alpini. Terminal intermodali in ogni regione, incentivi Ferrobonus potenziati, ultimo miglio elettrico, corridoi ferroviari dedicati alle merci.

Impatto: 15 mld € investimento — risparmio esternalità 5 mld €/anno10 anniApprofondisci →
04

Piano nazionale manutenzione ponti e infrastrutture critiche

Piano straordinario decennale da 30 miliardi per la messa in sicurezza dei 60.000 ponti e viadotti italiani. Monitoraggio strutturale IoT permanente, classificazione del rischio con IA, priorità ai 1.425 ponti già identificati come critici. Mai più un Morandi.

Impatto: 30 mld € in 10 anni — 3 mld €/anno10 anniApprofondisci →
05

Hub logistici digitali intermodali: una piattaforma per il Paese

Rete di 10 hub logistici intermodali digitali (porti, interporti, aeroporti cargo) connessi da un'unica piattaforma nationale di gestione logistica (PNGL). Sdoganamento in 2 ore, tracking in tempo reale, prenotazione digitale slot portuali e ferroviari.

Impatto: 5 mld € investimento — -15 % costi logistici nazionali5 anniApprofondisci →
06

Riforma concessioni autostradali: trasparenza e concorrenza

Riforma organica del sistema concessorio autostradale. Gare obbligatorie alla scadenza delle concessioni, regolatore indipendente ART con poteri sanzionatori, pubblicazione integrale dei piani finanziari, clausole di performance con penali automatiche, divieto di proroghe senza gara.

Impatto: 2-3 mld €/anno in riduzione pedaggi + investimenti3-5 anniApprofondisci →
07

TPL gratuito per tutti gli under 26

Abbonamento gratuito al trasporto pubblico locale (bus, metro, tram, treni regionali) per tutti i residenti under 26. Copertura integrale del costo tramite fiscalità generale. Platea: 9 milioni di giovani. Costo: 1,5 miliardi/anno. Obiettivo: formare una generazione che sceglie il trasporto pubblico.

Impatto: 1,5 mld €/anno — 9 milioni di giovani beneficiari1 annoApprofondisci →
08

MaaS Italia: app nazionale Mobility-as-a-Service

Piattaforma digitale nazionale che integra tutti i servizi di mobilità (TPL, treni, car/bike sharing, taxi, monopattini, parcheggi) in un'unica app con pianificazione, prenotazione e pagamento unificato. Standard tecnici aperti, interoperabilità obbligatoria per tutti gli operatori.

Impatto: 500 mln € investimento — -10 % spostamenti auto privata2-3 anniApprofondisci →
Ogni giorno milioni di italiani perdono ore nel traffico, aspettano treni che non arrivano, attraversano ponti di cui nessuno garantisce la sicurezza. Nel frattempo il 60 % delle merci potrebbe viaggiare su ferro e invece ingolfa autostrade che pagano pedaggi opachi a concessionari senza obblighi di investimento. Un ragazzo di Matera impiega meno tempo a raggiungere Londra in aereo che Bari in treno. Non è folklore: è il costo dell'Italia che non investe nel proprio futuro. Ogni euro messo su un ponte sicuro, un treno veloce, un autobus elettrico è un euro che avvicina le persone al lavoro, alla salute, alla libertà di muoversi.