Tema 17

Casa e rigenerazione urbana

Città che invecchiano, periferie abbandonate

In Italia 1,7 milioni di famiglie vivono in emergenza abitativa, gli affitti nelle grandi città sono aumentati del 30 % in cinque anni e solo il 18 % degli under 35 è proprietario di casa — contro il 45 % dei genitori alla stessa età. L'housing sociale copre appena il 4 % dello stock immobiliare (in Olanda il 30 %, in Austria il 24 %). Sette milioni di edifici sono in classe energetica E-G, il consumo di suolo avanza di 77 km² l'anno, e 10 milioni di case restano sfitte — il 14 % del patrimonio. L'edilizia residenziale pubblica è in abbandono, la gentrificazione svuota i centri storici e l'abusivismo edilizio copre il 17 % del costruito al Sud. Il diritto alla casa è sancito dalla Costituzione: nella pratica, per un'intera generazione è un miraggio.

Una generazione che non può permettersi un tetto non può costruire un futuro. La casa non è un lusso — è la condizione minima perché una società funzioni. E l'Italia ha smesso di garantirla.

Analisi

Le criticità

1,7 milioni di famiglie in emergenza abitativa

1,7 mln famiglie in disagio — 600.000 domande ERP inevase — 49.000 sfratti/anno

Secondo il rapporto Nomisma-Federcasa, 1,7 milioni di famiglie italiane vivono in condizione di grave disagio abitativo: famiglie in attesa di alloggio popolare (600.000 domande inevase), sfrattati (49.000 sentenze/anno, l'80 % per morosità incolpevole), residenti in alloggi sovraffollati o insalubri (650.000), senza fissa dimora (96.000). Il fondo affitti dello Stato è sceso da 310 milioni nel 2019 a 100 milioni nel 2025. Le graduatorie ERP (edilizia residenziale pubblica) hanno tempi di attesa medi di 8 anni. Al Sud, il 15 % delle famiglie spende oltre il 40 % del reddito per l'abitazione — la soglia UE di 'sovraccarico abitativo'.

Affitti +30 % in 5 anni nelle principali città

Affitti +30 % in 5 anni — Milano bilocale 1.200 €/mese — rapporto affitto/reddito >50 % under 35

I canoni di locazione nelle grandi città italiane sono aumentati del 30 % tra il 2019 e il 2025: Milano +38 %, Bologna +35 %, Firenze +32 %, Roma +28 %, Napoli +25 %. A Milano l'affitto medio di un bilocale è di 1.200 €/mese, a Bologna 900 €, a Roma 1.000 €. In parallelo, gli stipendi reali sono diminuiti del 3 % (ISTAT). Il risultato: il rapporto affitto/reddito per un lavoratore under 35 supera il 50 % in tutte le città universitarie. Il mercato della locazione è dominato dalla speculazione immobiliare e dalla conversione residenziale→affitto breve, che sottrae stock al mercato delle famiglie.

Under 35 proprietari: 18 % vs 45 % dei genitori alla stessa età

18 % under 35 proprietari (genitori 45 %) — anticipo medio 40.000 € — 60 % under 30 precari

Solo il 18 % degli italiani tra 25 e 34 anni è proprietario della casa in cui vive, contro il 45 % della generazione dei genitori alla stessa età (dati Banca d'Italia). Il motivo è strutturale: stipendi d'ingresso di 1.300 €/mese netti, impossibilità di accumulare il 20 % di anticipo richiesto dalle banche (30.000-60.000 € per un bilocale in città), contratti precari che escludono dal credito (il 60 % degli under 30 non ha un tempo indeterminato). Il Fondo Garanzia Prima Casa copre fino all'80 % per gli under 36, ma la dotazione è insufficiente e le banche applicano spread maggiorati (+0,3-0,5 %) per compensare il rischio. Di fatto, senza genitori garanti, l'acquisto è impossibile.

Housing sociale al 4 %: Olanda 30 %, Austria 24 %

Housing sociale 4 % (Olanda 30 %, Austria 24 %) — 750.000 alloggi ERP, 30 % degradati

In Italia lo stock di housing sociale rappresenta solo il 4 % del totale delle abitazioni — circa 800.000 alloggi. In Olanda è il 30 % (2,4 milioni), in Austria il 24 % (960.000), in Francia il 17 % (5,3 milioni), in Regno Unito il 17 %. L'edilizia residenziale pubblica (ERP) italiana non è stata significativamente incrementata dagli anni '80: il piano GESCAL è stato dismesso nel 1998, il fondo nazionale per l'edilizia sociale è a quota zero. I 750.000 alloggi ERP esistenti sono per il 30 % in condizioni di degrado avanzato: tetti che perdono, impianti non a norma, amianto non bonificato. L'Italia ha semplicemente smesso di costruire case popolari.

7 milioni di edifici in classe E-G: colabrodo energetico

7 mln edifici classe E-G — bolletta media classe G 2.400 €/anno — costo adeguamento 250-300 mld €

Il 74 % degli edifici residenziali italiani è in classe energetica E, F o G — circa 7 milioni di immobili, i più inefficienti d'Europa. Un appartamento in classe G consuma 4-5 volte più energia di uno in classe A: bolletta media 2.400 €/anno vs 600 €. La direttiva UE 'Case Green' (EPBD) richiede che tutti gli edifici residenziali raggiungano almeno la classe E entro il 2033 e la classe D entro il 2040. Il costo stimato per l'Italia: 250-300 miliardi di euro. Il Superbonus 110 % ha speso 123 miliardi di crediti fiscali con efficienza discutibile: ha riguardato soprattutto seconde case e proprietari benestanti, non le fasce deboli.

10 milioni di case sfitte: il 14 % del patrimonio sprecato

10 mln case sfitte (14 %) — Roma 200.000 — 600.000 famiglie in attesa ERP

L'Italia ha circa 10 milioni di unità immobiliari non utilizzate — il 14 % del patrimonio residenziale. Di queste, 2 milioni sono nelle grandi città (Milano 80.000, Roma 200.000, Torino 60.000). Il motivo: proprietari che preferiscono tenere sfitto piuttosto che affittare con rischio di morosità e impossibilità di sfratto rapido (tempi medi: 18 mesi). Contemporaneamente, ci sono 600.000 famiglie in lista d'attesa per un alloggio popolare. Il paradosso è macroscopico: milioni di case vuote e milioni di famiglie senza casa. Servono incentivi per chi affitta e disincentivi per chi tiene sfitto.

Consumo di suolo: +77 km²/anno, il più alto d'Europa

+77 km²/anno — 21.500 km² cumulati — 2,4 m²/secondo

L'Italia consuma 77 km² di suolo naturale o agricolo l'anno — 21.500 km² cumulati, il 7,14 % del territorio nazionale. È il tasso più alto dell'UE in proporzione alla superficie. Ogni secondo vengono coperti 2,4 m² di suolo da cemento, asfalto o costruzioni. Il paradosso: si costruisce su suolo vergine mentre 10 milioni di abitazioni restano vuote. Il consumo di suolo aumenta il rischio idrogeologico (ogni km² impermeabilizzato è un km² che non assorbe pioggia), riduce la biodiversità, distrugge paesaggio e terreno agricolo. La legge sul consumo di suolo è in discussione in Parlamento dal 2012: mai approvata.

Gentrificazione e Airbnb: i centri storici svuotati di residenti

Firenze 14.000 Airbnb — Venezia -50 % residenti centro — +0,4 % affitti per ogni +1 % Airbnb

La proliferazione degli affitti brevi (Airbnb, VRBO) ha sottratto centinaia di migliaia di alloggi al mercato residenziale: Firenze ha 14.000 annunci Airbnb per 370.000 residenti, Venezia 8.000 su 50.000, Roma 35.000 su 2,8 milioni. L'effetto: aumento degli affitti (ogni 1 % di aumento Airbnb → +0,4 % affitti nel quartiere, stima Banca d'Italia), residenti espulsi dai centri storici, desertificazione commerciale (alimentari e servizi sostituiti da negozi per turisti). Firenze ha perso il 50 % dei residenti del centro storico in 20 anni. Senza regolamentazione, i centri storici italiani diventeranno parchi tematici senza abitanti.

Quantificazione

La mappa degli sprechi

VoceStima risparmio
Superbonus: crediti a redditi alti e seconde case~30 mld € mal allocati (su 123 mld totali)
Manutenzione immobili pubblici vuoti200 mln €/anno
Case sfitte: IMU non riscossa e mancato gettito locazioni2-3 mld €/anno
Affitto in nero nel mercato studentesco1,5 mld €/anno di evasione
Frodi Superbonus accertate e sospette6+ mld € (GdF)
Edilizia residenziale pubblica degradata: manutenzione emergenziale800 mln €/anno
Consumo di suolo: costi ambientali e di servizi ecosistemici persi3+ mld €/anno (ISPRA)
Totale a regime8-12 miliardi/anno a regime con riuso patrimonio, efficientamento mirato e contrasto evasione

Soluzioni

Le proposte

01

Piano casa giovani: 100.000 alloggi in 5 anni

Costruzione e riqualificazione di 100.000 alloggi destinati a giovani under 35 in locazione calmierata (30 % sotto mercato): 40 % nuove costruzioni su aree pubbliche, 60 % riqualificazione di immobili pubblici sfitti. Affitto massimo: 400 €/mese per monolocale, 550 € bilocale nelle grandi città. Modello housing first.

Impatto: 8 mld € in 5 anni — 100.000 alloggi — 200.000+ giovani beneficiari5 anniApprofondisci →
02

Affitto calmierato nelle città universitarie

Introduzione del canone concordato obbligatorio in tutte le aree con sedi universitarie: tetti massimi per zona, controllo automatico via piattaforma digitale, sanzioni per i proprietari che affittano in nero. Costruzione di 50.000 posti letto in residenze universitarie in 5 anni (dal 5 % al 12 % di copertura).

Impatto: 3 mld € — 50.000 posti letto — affitti -20 % nelle città universitarie5 anniApprofondisci →
03

Bonus ristrutturazione mirato per ISEE sotto 40.000 €

Sostituzione dell'attuale giungla di bonus edilizi con un unico incentivo: detrazione del 70 % (o cessione del credito) per interventi di efficientamento energetico, messa in sicurezza sismica e abbattimento barriere architettoniche. Riservato a prima casa con ISEE < 40.000 €. Tetto massimo: 100.000 € per unità.

Impatto: 5 mld €/anno — 200.000 interventi/anno — target classe C entro 2035PermanenteApprofondisci →
04

Riuso del patrimonio pubblico sfitto per housing sociale

Conversione di 30.000 immobili pubblici inutilizzati (ex caserme, ex scuole, ex ospedali, edifici demaniali) in alloggi di housing sociale. Procedura accelerata: conferenza di servizi unica, permessi in 90 giorni, bandi standardizzati. Gestione affidata a cooperative e fondazioni no-profit.

Impatto: 4 mld € in 5 anni — 30.000 immobili riconvertiti — 80.000 alloggi5 anniApprofondisci →
05

Regolamentazione strutturale degli affitti brevi

Normativa nazionale per gli affitti brevi: tetto di 120 giorni/anno per le locazioni turistiche in città con tensione abitativa, obbligo di registrazione e CIN (Codice Identificativo Nazionale), imposta sostitutiva progressiva (21 % per il primo alloggio, 42 % dal secondo), divieto per le zone a saldo residenziale negativo.

Impatto: Recupero 50.000 alloggi al mercato residenziale — 500 mln € gettito aggiuntivo1 annoApprofondisci →
06

Co-housing e student housing con incentivi fiscali

Quadro normativo e incentivi fiscali per i modelli abitativi collaborativi: co-housing intergenerazionale, student housing gestito da cooperative, senior housing con servizi. Detrazioni IRPEF del 50 % per chi investe in cooperative abitative, IVA agevolata al 4 % per la costruzione. Target: 20.000 unità abitative in 5 anni.

Impatto: 1 mld € pubblico + 2 mld € privato — 20.000 unità — modello abitativo innovativo5 anniApprofondisci →
07

Rigenerazione periferie con fondi UE e aree ex industriali

Piano nazionale di rigenerazione delle 50 periferie più critiche d'Italia: riqualificazione di aree ex industriali, demolizione e ricostruzione di edifici fatiscenti, creazione di servizi di prossimità (scuole, ambulatori, spazi culturali, aree verdi). Finanziamento: 10 miliardi in 10 anni (FESR + bilancio statale + privati).

Impatto: 10 mld € — 50 periferie trasformate — 1,5 mln residenti beneficiari10 anniApprofondisci →
08

Demolizione e ricostruzione edifici fatiscenti con incentivi

Incentivo del 60 % per la demolizione e ricostruzione di edifici residenziali in classe E-G con problemi strutturali: ricostruzione in classe A con standard antisismici. Volume urbanistico mantenuto, procedura semplificata, bonus volumetrico del 20 % per chi include housing sociale nel progetto.

Impatto: 3 mld €/anno — 15.000 edifici/anno — sicurezza + efficienza + housingPermanenteApprofondisci →
I nostri genitori a trent'anni compravano casa con un mutuo da 500 € al mese. Noi a trent'anni paghiamo 1.200 € per un bilocale in affitto e non riusciamo a risparmiare nulla. Non è un capriccio generazionale: è aritmetica. Gli affitti sono esplosi, gli stipendi sono fermi, il credito è inaccessibile e lo Stato ha smesso di costruire case popolari negli anni '80. Intanto 10 milioni di case restano vuote, 47.000 edifici pubblici marciscono nell'abbandono e il Superbonus ha regalato cappotti termici alle ville delle famiglie benestanti. Noi proponiamo l'esatto opposto: case per chi ne ha bisogno, non bonus per chi ne ha già. Riqualifichiamo il patrimonio pubblico, costruiamo residenze per giovani e studenti, regolamentiamo gli affitti brevi e diamo priorità a chi è rimasto indietro. La casa non è un investimento: è un diritto. E un Paese dove un'intera generazione non può averne una è un Paese che ha già perso.