Tema 17
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Affitto calmierato nelle città universitarie

Introduzione del canone concordato obbligatorio in tutte le aree con sedi universitarie: tetti massimi per zona, controllo automatico via piattaforma digitale, sanzioni per i proprietari che affittano in nero. Costruzione di 50.000 posti letto in residenze universitarie in 5 anni (dal 5 % al 12 % di copertura).

Impatto: 3 mld € — 50.000 posti letto — affitti -20 % nelle città universitarie5 anni

Il problema

L'Italia ha 1,9 milioni di studenti universitari, di cui 800.000 fuorisede. Le residenze universitarie pubbliche offrono solo 40.000 posti letto — il 5 % dei fuorisede. La media UE è il 12 %, la Francia il 15 %, la Germania il 10 %. Il risultato: gli studenti sono sul mercato privato, dove subiscono affitti gonfiati e contratti irregolari. A Bologna uno studente paga in media 550 €/mese per una stanza; a Milano 650 €; a Roma 500 €. L'affitto in nero è stimato al 30 % delle locazioni studentesche. La borsa di studio media è di 2.500 €/anno — non copre nemmeno 4 mesi di affitto.

La soluzione nel dettaglio

1) Canone concordato obbligatorio per le locazioni in zone con sedi universitarie: tetti massimi definiti per zona dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI). Stanza singola: max 350 €/mese nelle grandi città, 250 € nelle medie. 2) Piattaforma digitale nazionale 'Affitto Studenti': tutti i contratti devono essere registrati, matching domanda-offerta, rating proprietari e inquilini. 3) Sanzioni: affitto in nero = multa 300 % dell'imposta evasa + impossibilità di affittare per 3 anni. 4) Costruzione di 50.000 posti letto in residenze universitarie: bandi PNRR + fondi statali, costruzione modulare (tempi: 18-24 mesi), affitto 150-250 €/mese. 5) Conversione caserme e immobili pubblici dismessi in residenze studentesche (20.000 dei 50.000 posti).

Come lo fanno gli altri

La Danimarca copre il 25 % degli studenti con residenze pubbliche a canone regolato (2.500-3.500 DKK/mese, 350-500 €) e offre un contributo affitto universale (SU Boligsikring) a tutti gli studenti fuorisede. La Francia ha le CROUS con 175.000 posti letto e un sistema di APL (contributo affitto) che copre il 30-40 % del canone per tutti gli studenti. La Germania ha gli Studentenwerke: 200.000 posti letto a 250-350 €/mese con copertura del 10 % e obiettivo 15 % entro il 2030.

Impatto atteso

50.000 posti letto in residenze universitarie: copertura dal 5 % al 12 % dei fuorisede. Riduzione degli affitti nelle città universitarie del 20 % grazie al canone concordato obbligatorio e all'aumento dell'offerta. Emersione del 30 % di contratti in nero: +400 mln € di gettito fiscale/anno. Riduzione del tasso di abbandono universitario (legato al costo abitativo): dal 33 % al 25 % in 5 anni. 40.000 studenti in più completano il percorso di laurea.