Il problema
Un giovane che entra oggi nel mercato del lavoro con un reddito medio di 25.000 € e carriera discontinua (5 anni di buchi contributivi, tipici di precariato e partite IVA) riceverà una pensione contributiva di circa 800-900 €/mese a 67 anni — sotto la soglia di povertà. I lavoratori della gig economy, gli stagionali, gli autonomi con bassi redditi e le donne con interruzioni per maternità sono i più esposti. Senza interventi, nel 2050 avremo milioni di pensionati poveri.