Tema 13
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Contributivo pro-rata per tutti dal 2027

Estensione del calcolo contributivo pro-rata a tutte le pensioni in essere che conservano una componente retributiva. La quota retributiva accumulata resta intatta; da una data di riferimento (1° gennaio 2027) ogni anno aggiuntivo di contributi è calcolato con metodo contributivo. Nessuna riduzione delle pensioni già liquidate, ma ribilanciamento progressivo per i futuri flussi.

Impatto: 4-8 mld €/anno a regime (15-20 anni)Permanente, effetto crescente

Il problema

Il sistema pensionistico italiano ha tre regimi di calcolo sovrapposti: retributivo puro (ante 1996), misto (contributi prima e dopo il 1996), contributivo puro (assunti dal 1996). Il retributivo garantisce l'80 % dell'ultimo stipendio indipendentemente dai contributi versati, creando un sussidio generazionale a carico dei lavoratori attuali. Le pensioni con componente retributiva sono 12 milioni — il 75 % del totale — e assorbono l'85 % della spesa pensionistica.

La soluzione nel dettaglio

Dal 1° gennaio 2027, per tutti i lavoratori attivi con anzianità contributiva pre-1996, ogni anno aggiuntivo genera una quota di pensione calcolata con il metodo contributivo. La quota retributiva già maturata resta invariata (diritti acquisiti). Effetto: le nuove pensioni liquidate dal 2030 in poi avranno una componente retributiva progressivamente decrescente. Clausola di salvaguardia: nessuna pensione futura potrà essere inferiore al trattamento minimo contributivo (stimato a 800 €). Risparmio crescente: 1-2 mld €/anno nei primi 5 anni, 4-8 mld €/anno a regime in 15-20 anni.

Come lo fanno gli altri

La Svezia ha completato la transizione al contributivo puro nel 1999 con un sistema a contribuzione definita nozionale (NDC) — lo stesso modello su cui è basata la riforma Dini italiana, mai completamente attuata. La Lettonia, la Polonia e la Norvegia hanno adottato sistemi NDC puri con periodi di transizione di 15-20 anni. In tutti questi Paesi, la transizione è stata accompagnata da fondi pensione complementari obbligatori.

Impatto atteso

Convergenza di tutte le pensioni verso il sistema contributivo entro il 2045, eliminazione progressiva del privilegio retributivo senza toccare i diritti acquisiti, risparmio cumulato di 50-80 miliardi nei primi 15 anni. Il sistema diventa più equo: ognuno riceve in proporzione a quanto ha versato. I risparmi vanno vincolati al Fondo Pensione di Garanzia per i giovani (cfr. proposta 2).