Il problema
La rete diplomatica italiana è dimensionata per il mondo del 1990, non per quello del 2026. 4.200 diplomatici coprono 216 sedi in un'epoca di competizione geopolitica acuta. Il confronto è impietoso: la Francia ha 13.000 diplomatici e 163 ambasciate, il Regno Unito 14.000 e 153 sedi. L'Italia ha chiuso ambasciate in Africa e Asia proprio quando Cina e Turchia le aprivano. Solo il 12 % del personale ha competenze economiche o STEM — il che significa che la diplomazia italiana non è attrezzata per la competizione sulle catene del valore, gli investimenti tecnologici e le risorse critiche. I servizi consolari per i 6 milioni di italiani all'estero sono gravemente insufficienti: tempi di attesa per un passaporto che superano i 6 mesi in molte sedi.