Tema 05
02

Cuneo fiscale dimezzato per gli under 35

Riduzione del cuneo fiscale dal 45 % al 22 % per tutte le assunzioni di lavoratori under 35, per i primi 5 anni. Il costo è coperto dalla fiscalità generale. L'obiettivo: rendere l'assunzione di un giovane la scelta economica più conveniente per ogni impresa.

Impatto: +200.000 assunzioni giovani in 3 anni, costo netto 3 mld €/anno1 anno

Il problema

Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è del 22,3 % — il terzo più alto dell'UE dopo Spagna e Grecia. Il cuneo fiscale sul lavoro giovane è identico a quello sui lavoratori senior, nonostante i giovani abbiano retribuzioni più basse e produttività crescente. Le decontribuzioni esistenti sono temporanee, frammentate e cambiano ogni anno con la Legge di Bilancio, rendendo impossibile la pianificazione per le imprese.

La soluzione nel dettaglio

Per ogni assunzione a tempo indeterminato o apprendistato di un lavoratore under 35: contributi a carico del datore ridotti dal 30 % al 10 %, contributi a carico del lavoratore ridotti dal 9 % al 5 %, IRPEF agevolata al 15 % sui primi 30.000 € di reddito. Il cuneo complessivo scende dal 45 % al 22 %. Durata: 5 anni dall'assunzione. Dopo il quinto anno, rientro graduale all'aliquota ordinaria in 3 anni. Misura strutturale, inserita nel TU fiscale — non nella Legge di Bilancio annuale.

Come lo fanno gli altri

Il Portogallo con il programma Contrato-Geração offre decontribuzione del 50 % per l'assunzione di under 30, con risultati positivi: +12 % di assunzioni giovanili nel primo anno. La Svezia riduce i contributi sociali del 50 % per gli under 26. La Croazia esonera completamente dal versamento dei contributi per i primi due anni di lavoro degli under 30. In tutti i casi, la strutturalità della misura (non annuale) è stata il fattore decisivo per l'efficacia.

Copertura finanziaria

Costo lordo stimato: 5 miliardi l'anno a regime (200.000 assunzioni × 25.000 € di sconto medio). Ritorni: 2 miliardi da maggiore gettito IRPEF e contributi dei neoassunti (che senza la misura sarebbero disoccupati o in nero), 500 milioni da riduzione della spesa sociale (NASpI, RdC). Costo netto: circa 2,5-3 miliardi l'anno — lo 0,15 % del PIL per risolvere il nodo strutturale della disoccupazione giovanile.