Tema 03
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Carceri rieducative: lavoro e formazione per ogni detenuto

Piano nazionale di ristrutturazione del sistema penitenziario: lavoro obbligatorio retribuito per tutti i detenuti, formazione professionale certificata, laboratori artigianali e digitali, apertura alle imprese del territorio. Obiettivo: dimezzare la recidiva dal 68 % al 35 % in 10 anni.

Impatto: Riduzione recidiva dal 68 % al 35 %, risparmio 1,2 mld €/anno3-5 anni per avvio, 10 anni a regime

Il problema

Il carcere italiano costa 150 €/giorno per detenuto — circa 3,3 miliardi l'anno — ma produce una recidiva del 68 %. Solo il 30 % dei detenuti lavora (spesso per poche ore in attività di pulizia interna: il cosiddetto «lavoro domestico»). Meno del 10 % partecipa a corsi professionali qualificanti. Il sovraffollamento al 120 % rende impossibile qualsiasi percorso rieducativo serio.

La soluzione nel dettaglio

Ogni istituto penitenziario deve garantire un'attività lavorativa retribuita ad almeno l'80 % dei detenuti entro 5 anni. Attività: officine meccaniche, laboratori informatici, sartoria, ristorazione, call center, agricoltura, assemblaggio. Retribuzione minima: 4 €/ora, di cui il 30 % accantonato per il risarcimento delle vittime e il 20 % per un fondo di reinserimento. Accordi con imprese del territorio con sgravio fiscale del 50 % sui costi del lavoro penitenziario. Formazione professionale certificata: diplomi e qualifiche riconosciuti dal sistema nazionale.

Come lo fanno gli altri

La Norvegia ha una recidiva del 20 % con un sistema basato su lavoro, formazione e celle individuali (carcere di Halden). La Spagna ha ridotto la recidiva al 30 % grazie a programmi lavorativi gestiti dall'ente pubblico CIRE. La Germania con il sistema Resozialisierung garantisce un'attività lavorativa al 70 % dei detenuti. In tutti i casi, il lavoro in carcere si autofinanzia e genera un risparmio netto per lo Stato.

Impatto atteso

Dimezzare la recidiva dal 68 % al 35 % significa circa 20.000 detenuti in meno nel medio termine — un risparmio di 1,2 miliardi l'anno in costi di detenzione. Il programma lavorativo, a regime, si autofinanzia tramite la produzione interna e gli sgravi fiscali per le imprese. Costo di avvio: 800 milioni in 5 anni per ristrutturazione laboratori e formazione operatori.