Il problema
300.000 stage l'anno, il 40 % senza compenso, solo il 26 % convertito in assunzione. Lo stage in Italia è diventato lavoro gratuito strutturale: aziende che ruotano stagisti ogni 6 mesi per coprire posizioni permanenti signoreggiando sul bisogno dei giovani. Gli stage curriculari non hanno alcun obbligo retributivo. Il risultato: chi può permettersi di lavorare gratis (famiglie benestanti) fa esperienza; chi non può, resta escluso. Lo stage riproduce le disuguaglianze.