Tema 14
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Quote giovani nei CdA delle aziende partecipate pubbliche

Obbligo di almeno il 20 % di under 40 nei Consigli di Amministrazione di tutte le società partecipate dallo Stato e dagli enti locali. Requisiti di competenza e indipendenza, nessuna tessera di partito negli ultimi 5 anni. Valore segnaletico e formativo: i giovani devono governare, non solo chiedere.

Impatto: 2.000 giovani nei CdA — costo zero1 anno

Il problema

Gli under 40 sono il 4 % dei consiglieri di amministrazione delle società partecipate pubbliche italiane. L'età media dei CdA è di 57 anni. Le nomine sono quasi esclusivamente politiche: il 75 % dei consiglieri ha un legame diretto con partiti o sindacati. Il risultato: i CdA delle partecipate non rappresentano la popolazione, non portano competenze innovative e non offrono ai giovani alcuno spazio di responsabilità e apprendimento gestionale.

La soluzione nel dettaglio

1) Obbligo: almeno il 20 % dei membri del CdA di ogni partecipata pubblica deve avere meno di 40 anni. 2) Requisiti: laurea magistrale o esperienza equivalente, nessuna tessera di partito negli ultimi 5 anni, superamento di un assessment di competenze (modello civil service UK). 3) Selezione: bando pubblico con valutazione di un comitato indipendente. 4) Inserimento progressivo: applicazione a partire dai rinnovi dei CdA in scadenza. 5) Sanzione: le nomine non conformi sono nulle; il CdA non è validamente costituito senza la quota giovani.

Come lo fanno gli altri

La Francia ha la loi Copé-Zimmermann per le quote di genere nei CdA (40 % donne) — applicata con successo con un aumento della competenza media dei Board. La Norvegia ha introdotto quote di genere nel 2006 con risultati positivi sulla governance. La Germania ha l'obbligo di rappresentanza dei lavoratori nei CdA delle grandi imprese (Mitbestimmung). Il principio: la diversità in un Board migliora le decisioni — vale per il genere, vale per l'età.

Impatto atteso

2.000 giovani under 40 inseriti nei CdA delle partecipate nei primi 3 anni. Effetto di innovazione: Board con membri giovani prendono decisioni più orientate alla digitalizzazione e alla sostenibilità (studio Harvard Business Review). Effetto di formazione: i giovani sviluppano competenze di governance che portano poi nel privato e nella PA. Effetto culturale: il messaggio è che il merito e l'età non sono in conflitto, e che i giovani possono governare.