Il problema
L'industria italiana della difesa fattura circa 16 miliardi di euro e impiega 55.000 addetti diretti (165.000 nell'indotto). Leonardo è il sesto gruppo di difesa al mondo, Fincantieri è leader nella cantieristica navale militare, MBDA Italia è protagonista nei sistemi missilistici. Eppure questi campioni industriali operano senza una politica industriale della difesa coerente: i contratti sono frammentati, la programmazione è annuale anziché decennale, la R&D è finanziata al 50 % dalle aziende stesse (in UK e Francia lo Stato copre il 70-80 %). L'Italia rischia di perdere la partita sulla sesta generazione di caccia (Tempest) e sui droni autonomi perché non investe abbastanza in OT (Operational Technology), AI militare e spaziale. I migliori ingegneri italiani della difesa emigrano: il 25 % dei laureati in ingegneria aerospaziale lascia il Paese entro 3 anni dalla laurea.