Il problema: assistenzialismo come modello di vita
Il Reddito di Cittadinanza ha dimostrato che erogare denaro senza condizioni reali non produce occupazione — produce dipendenza. Su 1,06 milioni di percettori classificati come 'occupabili', solo 45.000 (4,2 %) hanno trovato un impiego stabile in 4 anni. Il 65 % non ha mai avuto un colloquio di lavoro mediato dai Centri per l'Impiego. Il 40 % non si è mai presentato al CPI dopo la sottoscrizione del patto per il lavoro. L'impostazione italiana è stata: dare soldi a tutti quelli sotto una soglia di reddito e sperare che trovino lavoro. L'impostazione dei Paesi che funzionano è l'opposto: aiutare solo chi dimostra di aiutare sé stesso. La differenza non è ideologica: è nei risultati. La Danimarca con condizionalità durissime ha il 5 % di disoccupazione. L'Italia con assistenza a pioggia ha il 7,7 % — e un esercito di NEET. L'Assegno di Inclusione (2024) ha ridotto la platea del 40 % ma ha mantenuto la stessa logica passiva: trasferimento monetario con condizionalità deboli e controlli quasi inesistenti. La spesa per sostegno al reddito non lavorativo in Italia ammonta a 15-16 miliardi l'anno (ADI, SFL, NASpI residua, sussidi regionali): una cifra che potrebbe finanziare 500.000 posti di lavoro veri.