Tema 07
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Coding e pensiero computazionale obbligatori dalla primaria

Introduzione del coding e del pensiero computazionale come materia curricolare obbligatoria dalla terza primaria al quinto anno della secondaria superiore. 2 ore/settimana, docenti formati, laboratori attrezzati. AI literacy dalla secondaria di primo grado.

Impatto: 8 milioni di studenti formati in 5 anni2 anni per avvio, 5 anni a regime

Il problema

L'Italia non insegna informatica in modo strutturato. Nella scuola primaria il coding è affidato a progetti sporadici (Code Week, Programma il Futuro). Nella secondaria di primo grado l'informatica è dentro 'tecnologia' — 1 ora/settimana condivisa con disegno tecnico. Nei licei non c'è informatica (tranne lo scientifico opzione scienze applicate). il risultato: i giovani italiani sono consumatori di tecnologia, non creatori. Nei test ICILS (International Computer and Information Literacy Study), l'Italia è sotto la media OCSE. Solo il 24,5 ‰ dei 20-29enni si laurea in STEM.

La soluzione nel dettaglio

Primaria (classi 3ª-5ª): 2 ore/settimana di pensiero computazionale — algoritmi senza schermo (unplugged), poi Scratch e robotica educativa. Secondaria I grado: 2 ore/settimana di coding (Python base, web basics) + 1 modulo/anno di AI literacy (cos'è un algoritmo di raccomandazione, come funziona un chatbot, privacy e dati). Secondaria II grado: 2 ore/settimana differenziate — licei: logica computazionale e data literacy; tecnici/professionali: programmazione applicata al settore (CAD/CAM, automazione, data analysis). Formazione docenti: 50.000 insegnanti formati in 3 anni, con percorso certificato di 200 ore. Laboratori: 10.000 aule informatiche attrezzate, con priorità alle scuole del Mezzogiorno.

Impatto atteso

8 milioni di studenti esposti al pensiero computazionale in 5 anni. Aumento delle iscrizioni STEM del 30 % in 5 anni (obiettivo: da 24,5 ‰ a 32 ‰). Riduzione del digital skills gap generazionale: la prossima generazione arriva al mercato del lavoro con competenze digitali native. Costo: 800 milioni/anno (formazione docenti 200 mln, laboratori 300 mln, materiali didattici 100 mln, coordinamento 200 mln). Il ritorno è incalcolabile: ogni punto percentuale di lavoratori con competenze digitali avanzate vale 3-5 miliardi di produttività aggiuntiva.