Il problema
Il decreto flussi è una finzione burocratica: quote fissate politicamente senza relazione con la domanda reale, procedura di 'chiamata nominativa' assurda (un imprenditore deve conoscere per nome un lavoratore dall'altra parte del mondo), tempi di 6-12 mesi, 690.000 domande per 136.000 posti. L'80 % degli ingressi per lavoro avviene attraverso sanatorie ex-post. Il risultato: chi vuole lavorare legalmente in Italia non ha modo di farlo, alimentando irregolarità e trafficanti. Nel frattempo, il sistema Excelsior di Unioncamere registra 1,3 milioni di posizioni per cui le aziende non trovano candidati — in parte colmabili con lavoratori stranieri qualificati.