Il problema
L'Italia ha le leggi antidiscriminazione ma non le applica. L'UNAR riceve 1.200 segnalazioni l'anno ma non ha poteri sanzionatori: può solo 'mediare'. Le azioni legali per discriminazione sono meno di 50 l'anno in un Paese con 5,3 milioni di stranieri. La discriminazione nel lavoro è sistematica: un CV identico con cognome straniero ha il 30 % in meno di risposte. Nel mercato immobiliare il fenomeno è ancora più grave: il 40 % degli annunci di affitto nelle grandi città esclude esplicitamente gli stranieri ('no extracomunitari'). Lo hate speech online è in crescita del 30 % l'anno, con piattaforme che non collaborano con le autorità italiane. La legge Mancino esistente prevede pene severe ma i procedimenti sono rari e le prescrizioni frequenti.