Il problema
L'Italia importa il 73,5 % dell'energia, paga il gas il 30-40 % in più della media UE, e ha una capacità rinnovabile installata di circa 65 GW — molto sotto l'obiettivo PNIEC di 131 GW al 2030. Il ritmo di installazione attuale è di 5-6 GW/anno; per raggiungere gli obiettivi servirebbero 12-15 GW/anno. I motivi del ritardo: iter autorizzativi che durano 5-7 anni (media UE: 2 anni), opposizione locale (sindrome NIMBY), rete elettrica obsoleta che non regge la generazione distribuita, assenza totale di nucleare (unico grande Paese europeo a non averlo). Il costo dell'energia è il primo fattore di delocalizzazione per l'industria manifatturiera: aziende energivore come acciaierie e ceramiche hanno chiuso o trasferito la produzione all'estero.