Tema 23
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Sicurezza delle supply chain: materie prime, farmaci e componentistica

Piano nazionale di resilienza delle catene di approvvigionamento: stockpiling strategico di materie prime critiche, reshoring della produzione farmaceutica, diversificazione dei fornitori, e partecipazione attiva al Critical Raw Materials Act europeo con progetti minerari e di riciclo domestici.

Impatto: 60 giorni di scorte strategiche — reshoring 30 % principi attivi — 5 mld € investimenti3-7 anni

Il problema

L'Italia e l'Europa dipendono dalla Cina per il 98 % delle terre rare, dal Congo per il 70 % del cobalto, dal Cile per il 40 % del litio. Questi minerali sono essenziali per batterie, motori elettrici, turbine eoliche, chip, smartphone e armamenti. Una decisione politica di Pechino — come il blocco dell'export di gallio e germanio del 2023 — può paralizzare intere industrie europee. Nel farmaceutico, l'80 % dei principi attivi mondiali è prodotto in Cina e India: durante la pandemia l'India ha bloccato l'export di paracetamolo per 3 mesi. L'Italia non ha riserve strategiche di materie prime critiche (gli USA hanno 60 giorni, la Cina 90 giorni). Il Critical Raw Materials Act europeo fissa l'obiettivo del 10 % di estrazione domestica e del 15 % di riciclo entro il 2030 — ma l'implementazione è lenta.

La soluzione nel dettaglio

1) Riserva strategica nazionale: creazione di uno stockpile di 60 giorni per le 34 materie prime critiche identificate dall'UE. Gestione affidata a un'agenzia dedicata (sul modello della Strategic Petroleum Reserve americana). Costo stimato: 2 miliardi € iniziali + 200 milioni/anno di mantenimento. 2) Miniere urbane: programma nazionale di urban mining — riciclo di RAEE (rifiuti elettronici), batterie esauste e scarti industriali per recuperare terre rare, litio, cobalto. L'Italia produce 1 milione di tonnellate di RAEE/anno ma ne ricicla meno del 40 %. Obiettivo: 80 % di riciclo e recupero del 15 % del fabbisogno di materie critiche da fonti domestiche. 3) Reshoring farmaceutico: incentivi fiscali (tax credit 50 % per 10 anni) per la produzione di principi attivi in Italia. Obiettivo: produrre domesticamente il 30 % dei principi attivi essenziali (oggi meno del 5 %). L'Italia ha un'industria farmaceutica forte (Menarini, Chiesi, Angelini, Dompé) — ma produce soprattutto farmaci finiti, non i principi attivi alla base. 4) Diversificazione fornitori: accordi bilaterali con Australia (litio), Canada (nichel), Cile (rame), Brasile (terre rare) e Paesi africani (cobalto, coltan) — inseriti nella strategia Africa del tema politica estera. 5) Hub europeo riciclo batterie: l'Italia si candida a ospitare un gigaimpianto di riciclo batterie (modello Northvolt Revolt in Svezia) nel Sud Italia, sfruttando i fondi ZES e la prossimità ai mercati mediterranei.

Come lo fanno gli altri

Gli USA hanno la Strategic Petroleum Reserve (700 milioni di barili), il National Defense Stockpile per i minerali critici e il Defense Production Act che obbliga le aziende a fornire lo Stato in caso di emergenza. Il Giappone ha JOGMEC, un'agenzia governativa dedicata alla sicurezza delle materie prime con accordi bilaterali in 30 Paesi e riserve strategiche di terre rare per 60 giorni. La Francia ha il BRGM (Bureau de Recherches Géologiques et Minières) che mappa e gestisce le risorse minerarie nazionali e ha rilanciato l'estrazione di litio in Alsazia.

Impatto atteso

60 giorni di riserve strategiche per tutte le 34 materie prime critiche: l'Italia non è più ricattabile da interruzioni di fornitura. Riciclo RAEE all'80 %: recupero domestico del 15 % del fabbisogno di materie critiche. 30 % dei principi attivi farmaceutici essenziali prodotti in Italia: nessun rischio di carenza in caso di crisi sanitaria. Hub riciclo batterie nel Sud: 5.000 posti di lavoro e posizionamento strategico nella filiera della transizione verde. Riduzione della dipendenza dalla Cina per le materie critiche dal 98 % al 60 % in 10 anni.