Tema 10
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Hub idrogeno verde nei poli industriali

Creazione di 5 hub di produzione idrogeno verde nei principali poli industriali italiani (Taranto, Porto Marghera, Priolo, Ravenna, Brindisi) con elettrolizzatori alimentati da rinnovabili. Obiettivo: 5 GW di elettrolisi per produrre idrogeno verde destinato alla decarbonizzazione dell'industria pesante.

Impatto: 5 GW elettrolisi — decarbonizzazione industria pesante5-10 anni

Il problema

L'industria pesante italiana (acciaio, chimica, cemento, vetro, ceramica) genera il 20 % delle emissioni di CO2 nazionali. Questi settori non possono essere elettrificati direttamente: servono temperature troppo alte (1.500 °C per l'acciaio) o materie prime specifiche (l'idrogeno per la chimica). L'unica soluzione è l'idrogeno verde — prodotto dall'elettrolisi dell'acqua con energia rinnovabile. Il PNRR ha stanziato 3,6 miliardi per l'idrogeno, ma a fine 2025 non c'è un singolo elettrolizzatore industriale operativo in Italia. La Germania ha già 3 progetti pilota, i Paesi Bassi 5, la Spagna 7.

La soluzione nel dettaglio

5 Hydrogen Valley nei poli industriali italiani: (1) Taranto — idrogeno verde per l'ex ILVA / Acciaierie d'Italia, alimentato da 3 GW di eolico offshore nel Golfo di Taranto; (2) Porto Marghera — hydrogen hub per la chimica e la raffinazione, collegato all'eolico offshore adriatico; (3) Priolo (Siracusa) — polo petrolchimico convertito con idrogeno verde da fotovoltaico siciliano; (4) Ravenna — hub offshore con stoccaggio CO2 e produzione H2, integrato con ENI e piattaforme dismesse; (5) Brindisi — riconversione della centrale Enel a carbone in hub idrogeno. Investimento totale: 8-10 miliardi in 10 anni (3,6 mld PNRR + 3 mld incentivi + 3-4 mld privati). Costo produzione target: 2-3 €/kg di H2 verde entro il 2030 (oggi: 5-6 €/kg — ma il gas grigio costa 2 €/kg con carbon tax crescente).

Impatto atteso

Produzione di 500.000 tonnellate/anno di idrogeno verde entro il 2035. 5 GW di capacità di elettrolisi (oggi: 0). Decarbonizzazione del 50 % dell'industria pesante italiana. Riduzione delle emissioni industriali di 15 milioni di tonnellate di CO2/anno. Riconversione industriale dei 5 poli con mantenimento di 50.000 posti di lavoro che altrimenti sarebbero a rischio per la carbon tax. Creazione di una filiera italiana dell'idrogeno (elettrolizzatori, compressori, stoccaggio, trasporto) con potenziale di export. L'Italia diventa hub dell'idrogeno nel Mediterraneo, con possibilità di import di H2 verde dal Nord Africa.