Tema 12
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Congedo parentale paritario: 6 mesi ciascuno retribuiti all'80 %

Riforma del congedo parentale: 6 mesi non trasferibili per ciascun genitore, retribuiti all'80 % dello stipendio. Totale: 12 mesi di copertura per la coppia. Finanziato tramite contributo dello 0,3 % sulle retribuzioni. Obbligo per il datore di lavoro di garantire il posto con mansione equivalente.

Impatto: 3,5 mld €/anno — riequilibrio di genere nella cura1-2 anni

Il problema

Oggi il congedo parentale facoltativo è di 10 mesi totali (6 madre + 6 padre con limite di 10 condivisi), retribuito al 30 % per i primi 6 mesi e non retribuito dopo. Con solo il 30 %, la maggior parte delle famiglie non può permettersi di usarlo: lo utilizzano solo il 22 % dei padri. Il risultato: il carico di cura è al 75 % sulle madri, con effetti devastanti sulla carriera femminile (gap retributivo del 12 % a 10 anni dalla nascita, secondo INPS) e sulla natalità.

La soluzione nel dettaglio

Congedo parentale: 6 mesi riservati alla madre + 6 mesi riservati al padre (non trasferibili, use-it-or-lose-it). Retribuzione: 80 % dello stipendio per tutti i 12 mesi, con tetto a 3.000 €/mese lordi. Flessibilità: uso frazionato (part-time verticale o orizzontale) fino ai 12 anni del figlio. Finanziamento: contributo dello 0,3 % sulle retribuzioni di tutti i lavoratori dipendenti (modello svedese). Copertura anche per autonomi e partite IVA con fondo INPS ad hoc.

Come lo fanno gli altri

La Svezia ha 480 giorni di congedo (240 per genitore), retribuiti all'80 % per i primi 390 giorni. La quota riservata al padre (90 giorni) non è trasferibile: il 90 % dei padri svedesi la usa. L'Islanda ha 12 mesi divisi 5+5+2 (trasferibili), retribuiti all'80 %. La Spagna dal 2021 ha 16 settimane paritarie per madre e padre, interamente retribuite. Risultato: dove i padri prendono congedo, il gap retributivo di genere si riduce del 5-7 %.

Impatto atteso

Aumento dell'utilizzo del congedo da parte dei padri dal 22 % al 70 % (effetto svedese). Riduzione del gap retributivo di genere di 3-5 punti percentuali. Aumento del tasso di occupazione femminile di 3-4 punti. Effetto sulla natalità: +0,05-0,08 TFT nel medio periodo. Costo stimato: 3,5 mld €/anno, compensato dalla maggiore occupazione femminile (+2 mld €/anno di gettito IRPEF e contributi).